Nel mio percorso professionale ho sempre creduto nell'importanza di integrare linguaggi diversi. Accanto al lavoro clinico, porto avanti da anni un progetto artistico dal titolo "Raccontami una donna" che unisce la mia passione per il canto, la musica e il teatro alla sensibilizzazione sulla violenza di genere.
La musica è da sempre parte della mia vita e con la mia band realizziamo spettacoli che intrecciano note, parole e storie con l'intento di toccare le persone emotivamente e aprire spazi di riflessione.
Raccontami una donna viene presentato sia nei teatri che nelle scuole come progetto educativo. Tutto questo è reso possibile anche grazie alle diverse realtà che ci sostengono, tra cui la fondazione Una Nessuna Centomila, che credono nell'importanza dell'arte come strumento di cambiamento culturale e sociale. I fondi raccolti attraverso gli spettacoli vengono interamente devoluti ai centri antiviolenza del territorio.
Credo che l'arte possa essere uno strumento potente di cambiamento culturale, capace di arrivare dove le sole parole a volte non arrivano e che condivida con la psicologia lo stesso intento profondo: dare voce, creare connessione, prendersi cura.